Il Reame delle crocchette di patate

C’era una volta…
il Re Julian che aveva una figlia, la principessa Melissa, la quale aveva smesso di mangiare con appetito dalla morte della mamma; ogni volta che arrivava l’ora del pranzo o della cena riusciva al massimo a piluccare qualcosa ma senza mai saziarsi del tutto.
Il sire era molto preoccupato per la sua salute e, per questo motivo, un giorno convocò il Consiglio Reale al fine di trovare una soluzione al problema.
«Ho un’idea!» esclamò all’improvviso il Gran Ciambellano «Invitiamo a corte tutti i cuochi del reame e chiediamo loro di cucinare qualcosa. Sicuramente qualcuno riuscirà a preparare una pietanza prelibata e la principessa finalmente riscoprirà il gusto!»
Il Re ascoltò attentamente queste parole e, dopo essersi passato la mano più volte sulla folta barba bianca, dichiarò
«E così sia!»
Il giorno dopo, il Banditore di corte, a cavallo del suo destriero Luppolo, si recò in Paese e urlò a gran voce la notizia.
«Attenzione, attenzione: per ordine del nostro sovrano, Re Julian, tutti i cuochi di questo paese sono convocati a palazzo con il compito di cucinare il piatto più buono che abbiano mai preparato. Quello che riuscirà a far mangiare con gusto la Principessa Melissa verrà ricompensato con un sacco di monete d’oro!»
Un sacco di monete d’oro!
Gli abitanti non credettero alle proprie orecchie!
Quella novità fece presto il giro del paese rimbalzando di strada in strada, di tetto in tetto finché non si spense con un leggero mormorio quando la luna si levò alta in cielo.
Il giorno dopo, al castello arrivarono tantissime persone ansiose di mettersi alla prova per vincere la lauta ricompensa.
Il Re, seduto sul trono con accanto la Principessa Melissa, diede loro il benvenuto e, dopo un breve discorso, decretò l’inizio della competizione.
Passarono le ore, il sole percorse tutto il suo tragitto fino a tramontare ma, ahimè, nessuno riuscì a ottenere un risultato. la Principessa Melissa non trovò interessante alcuna pietanza, nonostante il profumino e l’aspetto invitante.
Il sovrano, sconfortato, congedò i cuochi, ringraziandoli con affetto.
Sedendosi, poi, sul trono sospirò guardando la figlia con tristezza.
«Piccola mia, tu devi mangiare, devi fare un piccolo sforzo! Andiamo a dormire adesso, stanotte pregherò mamma di aiutarti e di starti vicino…»
Aggiunse a voce bassa «Mamma manca moltissimo anche a me sai?» ed uscì dalla stanza.
La Principessa Melissa rimase seduta al suo posto, le parole del padre l’avevano colpita molto facendola riflettere a lungo. Si alzò, dunque, dirigendosi verso il tavolo dove solo poche ore prima tantissime persone avevano cucinato per lei. Senza neanche pensarci due volte, iniziò a pasticciare con le mani e con tutto quello che trovava a disposizione.
Sbucciò le patate, le mise a bollire e, una volta cotte, le scolò lasciandole da parte a raffreddare. Nel frattempo prese del prosciutto, della mortadella e della provola e tagliò tutto in pezzi molto piccoli, prestando ben attenzione a non ferirsi le graziose dita piccole. Con uno schiacciapatate ridusse a purea le patate e all’impasto ottenuto aggiunse 2 uova, il sale, il pepe nero, mezzo cucchiaino di noce moscata e immerse le mani dentro, mescolando ben benino tra di loro tutti questi ingredienti.
Una risatina le scappò involontaria, trovava molto divertente questa operazione; non aveva mai cucinato in vita sua ma tra i fornelli si muoveva come se danzasse, come se non avesse fatto altro in tutta la sua vita.
Possedeva la stessa grazia di sua madre.
In tre vassoi differenti sistemò la farina, il pangrattato e 3 uova sbattute.
Con l’impasto fece delle piccole polpette, al cui centro mise un po’ di prosciutto, un po’ di mortadella e dei cubetti di provola, e le richiuse prima di passarle nella farina, poi nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato, dando loro alla fine una forma un po’ allungata e schiacciata con le mani.

Arrivò l’alba e il gallo svegliò pian piano tutto il reame.
Re Julian si alzò e, come faceva tutte le mattine, andò a dare il buongiorno alla figlia. Bussò delicatamente alla porta della sua camera da letto ma non sentendo alcuna risposta entrò; in punta di piedi si avvicinò al letto. Si accorse subito che qualcosa che non andava: il letto non solo era vuoto ma non era neanche disfatto, segno che la principessa Melissa non aveva proprio dormito.
Dopo un attimo di perplessità, uscì di corsa dalla stanza e si mise a cercarla. Mentre camminava veloce lungo il corridoio, i passi pesanti attutiti dai tappeti color amaranto, gli sembrò di udire una risata lontana: qualcuno stava ridendo e anche di gusto. Seguì quella voce e arrivò davanti alla porta della Sala del Trono. La spalancò con forza: dentro c’era sua figlia che cucinava.
«Melissa!» esclamò con stupore.
La ragazza si voltò: aveva il viso tutto sporco di farina come anche sporco era il suo bel vestito di seta azzurro.
«Papà!!» e corse verso di lui con in mano qualcosa. «Assaggia questo papà, assaggia e dimmi se è buono!»
Re Julian non disse nulla ma si limitò a dare un morso alla crocchetta.
«E’ ottima, ma l’hai cucinata tu? Come si chiama questa cosa?»
«Sono le crocchette di patate» rispose lei e, felice, ne mangiò una in un sol boccone.
Il sovrano non poteva credere ai propri occhi, enormi per lo stupore: sua figlia finalmente mangiava!
L’abbracciò forte a sé e si ritrovò ben presto anche lui sporco di farina – il viso, la barba, il vestito e anche il mantello.
Da quel giorno, la Principessa Melissa ricominciò a ridere e a mangiare e Re Julian, per festeggiare la cosa, ordinò che un giorno alla settimana tutti gli abitanti del reame ricevessero, in dono, un piatto di calde crocchette di patate preparate direttamente dalla sua figlia adorata, in modo da condividere con ognuno di loro la sua grande felicità.
E vissero tutti appagati, sorridenti e felici!

Foto di Ketty D'Amico
Foto di Ketty D’Amico

Dosi per 4 persone:

1 kg di patate

5 uova

150 gr. di prosciutto cotto

150 gr. di mortadella

200 gr. di provola

½ cucchiaino di noce moscata

Sale q.b.

Pepe q.b.

Farina q.b.

Pangrattato q.b.

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