LA NOTTE DELLE FAVOLE CADENTI – La presentazione del mio libro

E’ passato quasi un mese dalla presentazione de LA NOTTE DELLE FAVOLE CADENTI, il mio ultimo libro, la mia raccolta di favole.

Il Circolo Meli, insieme alla Chance Edizioni – la mia Casa Editrice – hanno lavorato in modo encomiabile affinché la serata fosse perfetta, anche grazie al Lido GI.A.RE., un angolo di paradiso in riva al mare di Melito Porto Salvo (RC).

Lo scroscio delle onde e il frinire delle cicale hanno fatto da sottofondo alla presentazione, durante la quale abbiamo riso, sognato e riflettuto tanto su quanto il mondo abbia ancora bisogno delle Favole per credere in se stesso e nel “C’era ancora una volta, nonostante tutto…”

I personaggi delle storie son scivolati fuori dalle pagine bianche e, prendendo per mano il fanciullo che abita in noi, hanno fatto un immenso girotondo al termine del quale un Sassolino bianco ha insegnato che “Per essere speciali non è necessario essere diversi. Basta essere se stessi”.

Cliccando sul link troverete la diretta “ormai non più” della Presentazione.
Buona visione e… <<C’era una volta… >>

https://www.facebook.com/ketty.cm.damico/videos/10220109387390510/

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LA PRESENTAZIONE DEI MIEI LIBRI

“C’era una volta…

su di una spiaggia, un sassolino molto infelice perché, a differenza degli altri sassolini, lui era bianco.

Per questo motivo veniva spesso deriso da tutti, che lo giudicavano diverso e quindi strano.

Quanto si sentiva solo! Lui restava lì, sulla spiaggia, a osservare il mare e sognare di essere come gli altri.

Un giorno accadde un fatto molto particolare…”

Siete curiosi di sapere come prosegue?

Vi aspettiamo il giorno 8 AGOSTO alle ore 21.30 per presentarvi, insieme al CIRCOLO MELI e alla CHANCE EDIZIONI, questa e altre favole contenute nei miei libri.

LA NOTTE DELLE FAVOLE CADENTI sta arrivando su MELITO PORTO SALVO.

❤️

Ketty

La bimba che canta nel vento

“C’era una volta una bimba bella, dagli occhi luminosi e la fantasia alta come la luna in cielo.
Ogni giorno se ne andava a spasso per i prati che circondavano la sua casetta fatta di mattoncini rossi, i muri, e di legno bianco, il tetto spiovente.
Era felice come non mai finché, un bel dì, non si accorse di una cosa: qualcuno la seguiva.
Perbacco.
Eccola lì, proprio dietro di lei, strisciante nell’erba o lungo i ciottoli dei sentieri, scura come la pece, a volte, o diafana come la nebbia, altre.
Era la sua ombra.
La bimba non voleva essere seguita dalla sua ombra, le dava fastidio, si sentiva come quei palloncini legati al polso che vogliono spiccare il volo ma non possono.
<<E lasciami in pace!>> le gridò infastidita.
Ma niente, l’ombra silente, incurante di lei, continuò a starle dietro come il velo di una sposa.
La bimba, allora, corse veloce, sfrecciando tra le spighe di grano – che si piegarono protestando al suo passaggio – e le fronde basse dei sàlici.
Quando giunse vicino a un ruscello, si fermò, ansimando.
Quella corsa l’aveva sfinita.
Si voltò e dietro di sé non vide più l’ombra.
<<Ce l’ho fatta, finalmente!>>
E la soddisfazione le disegnò un bel sorriso sul viso.
Ma non appena si girò, eccola lì l’ombra, proprio davanti ai suoi occhi.
Non era possibile!
<<Perché mi segui?>> le chiese alla fine.
L’ombra tremolò un istante e poi, prendendo sempre più consistenza, parlò.
<<Ciò che tu vedi come nemico, non è altro che la tua forza. Io ti seguo ovunque e, anche quando il sole é alto e pensi che non io non ci sia, in realtà ti seguo. Sono con te, io sono te. Non ci sarà mai un posto dove tu andrai e non troverai me. Perché attraverso il punto che ci unisce, per quanto piccolo sia, passano infinite vite, tutte vissute insieme.>>
La bimba, con gli occhioni enormi per lo stupore, capì finalmente che aveva avuto torto a spaventarsi e che stava fuggendo da qualcosa che voleva solo proteggerla.
Da allora, narra la leggenda, in quei prati intorno a una casetta fatta di mattoncini rossi, i muri, e di legno bianco, il tetto spiovente, è possibile vedere una bimba bella che, cantando, porta a spasso la propria ombra.
Entrambe sanno che possono correre veloci più del vento. E sanno che, se vogliono, possono anche cantare per sempre.
Ladypaperina
A Lina, la mia Guerriera di luce.
Non smette di cantare anche in piena guerra. E la guerra la vincerà.