L’ultima campanella

Te lo ricordi che sapore aveva l’attesa dell’estate che nutrivamo con l’ansia di essere bocciati a scuola?Suonava l’ultima campanella e tu volavi lungo le scale, mentre la tua ombra inciampava sui libri, che seminavi alle tue spalle, e sul conto alla rovescia che si chiudeva come i portoni pesanti di legno sempre un po’ scrostato.Te la ricordi, vero, la gioia nel sentire il carillon del camioncino dei gelati, nell’attesa della felicità che si faceva essa stessa incontenibile?Una macchia bianca compariva in fondo alla strada, tremolante d’afa, e piccoli sorrisi sciamavano in attesa di comprare un pezzetto di memoria felice.Io la ricordo – ricordo tutte le mie estati persino adesso che ho l’inverno fisso nel cuore – e se chiudo gli occhi quando fa troppo caldo posso giurare di vedere una bimba dalle ginocchia nere di giochi estivi cantare felice lungo le vie ormai silenziose e orfane di tormentoni vitali.

Ladypaperina

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