L’ALBERO E IL DONO

C’era una volta…

un regalo che vagava per il mondo alla ricerca di un albero sotto cui andare a posarsi. Ogni volta che ne trovava uno dentro a una casa, con infinita curiosità provava a capire se potesse essere il posto giusto dove fermarsi a festeggiare.

La prima casa si rivelò sbagliata perché, pur essendo piena di gente e di un chiacchiericcio disordinato, appariva fredda e priva di calore. Anche la seconda casa lo deluse molto dato che, entrando, trovo decine di stanze illuminate ma tutte vuote e silenziose.

Il povero regalo si sentì in breve tempo sfiduciato e tuttavia non si arrese. Deve esistere il posto giusto – il posto perfetto -, non smetteva di ripetersi saltellando da un luogo all’altro, ne era più che certo e lui lo avrebbe trovato prima o poi.

Fu così che dopo infinito peregrinare si imbatté in un piccolo parco: circondato da filari di alberi alti, dai rami fitti di foglie, quel piccolo appezzamento di terra dalla forma irregolare sfoggiava dei ricchi addobbi a ricordare il periodo di festa natalizio; faceva eccezione un albero – un abete – allestito vicino alla fontana bianca costruita proprio al centro di tutto quel verde. Avrebbe dovuto essere luminoso e pieno di ninnoli colorati e in tema ma, chissà perché, non una sola pallina pendeva da quei rami, come se fosse stato messo lì per sbaglio; vedendolo nessuno lo avrebbe di certo associato a un evento felice quale il Natale. Il regalo lo scrutò a lungo con curiosità e un pizzico di pena perché appariva stanco e sconfortato, quasi quanto lui. In un gesto di istintiva empatia, si andò a sedere ai suoi piedi giusto un attimo. Il tempo di riposare, si disse sbadigliando, prima di ripartire per il mondo.

Nel frattempo un vento si era alzato e, spirando con forza e decisione da Nord, portò con sé il freddo e il gelo.

Il regalo tremò dentro alla sua carta rossa lucida e si fece più piccolo nella speranza di ripararsi dalle intemperie. L’alberello di Natale se ne accorse e, piegandosi su di esso, lo cinse in un caldo abbraccio; insieme, in silenzio, si fecero forza e calore per superare la notte gelida.

Quando il mattino giunse, il sole uscì da dietro alle montagne e, passeggiando con pigrizia, fece la sua comparsa in cielo. Un raggio dietro l’altro, illuminò via via le strade, le case e quel piccolo parco riccamente abbellito. Ma, contrariamente alla sera precedente, l’alberello al centro del verde non era più vuoto e triste: adesso, piccoli nastri di carta lucida rossi, attorcigliati intorno ai rami, luccicavano allegri e rimandavano bagliori vividi tutto intorno. Ai piedi, vicino alle radici, non vi era più alcun regalo perché, per una qualche magia che rende speciale la notte di Natale, lui e l’alberello si era fusi fino a divenire un tutt’uno, in un unico abbraccio di eterno calore nel quale fondersi in un NOI speciale.

 

Ladypaperina

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