ERMINIA E ROMEO

Erminia e Romeo…

Erminia fissava il sole seduta su di uno scoglio: la sfera gialla, ancora rovente nonostante l’ora tarda, quel giorno l’aveva fatta pregare almeno una dozzina di volte che l’inverno si decidesse ad arrivare al più presto. Si sentiva ostaggio del mese di Agosto e di un muscolo che non ne voleva sapere di lasciarla riposare almeno per una notte.

Da due giorni il vento caldo abbracciava con sfrontatezza sia la città che il cielo, spostando le nuvole come su di un binario, con leggerezza e velocità.

Il pensiero andò automaticamente al treno e a Romeo. Giusto ieri lo aveva raggiunto alla stazione per salutarlo prima che partisse, e subito si era ritrovata catapultata in una scena presa in prestito ai film d’amore che sua madre amava particolarmente: un bacio, una mano aperta dietro ad un finestrino – muta stella marina del commiato – e, alla fine, una manciata di dita…

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